Dimmi che cosa c’è nella tua borsetta e ti dirò chi sei

Dimmi che cosa c’è nella tua borsetta e ti dirò chi sei

Nella mia testa non c'è altro che mare
altro che mare incantatore - altro nient'altro
che mare e sole in un crescendo silente
e dormiente. 
(...)
Mariangela Gualtieri - Le giovani parole

Da diverso tempo ho cominciato a fare rinforzo muscolare (anche) per poter portare con me, ogni giorno, la mia borsetta. Ho sempre dato la colpa del suo peso alla borsa stessa (fatta con del telo per camion riciclato) ma quando, ieri sera, rientrata dal lavoro, l’ho svuotata per capire come mai la forza di gravità ce l’avesse tanto con la mia spalla destra, ho dovuto assumermi tutta la responsabilità e stralciare le lettere mentali che avevo già scritto e riscritto diverse volte al produttore di borsette, proponendogli di crearne di più leggere.

Nell’immagine potete vedere di tutto e di più (la gatta è un’imbucata). Non sto neanche a dirvi che qualche mese fa ho partecipato a un ritiro in un tempio buddista zen in Francia, dal quale sono tornata più leggera, ma a questo punto credo solo mentalmente (è pur sempre un inizio). Quando ci è stata proposta la meditazione sugli oggetti (elencare mentalmente gli oggetti presenti in uno dei locali di casa nostra), io ho modificato la consegna e ho creato una versione privata: elencare mentalmente gli oggetti nella mia borsetta; credevo fosse più facile. Facile non lo è stato, inoltre mi rendo conto ora di averne tralasciati parecchi.

Devo ammettere che sono ben consapevole del perché di tutti questi oggetti nella mia borsa. Credo sia un miscuglio ben assortito di paure. Per esempio la paura di trovarmi alla fermata del bus ad aspettare per 10 minuti il mezzo pubblico senza avere nulla da fare (paura del vuoto): la meravigliosa storia dentro il libro da 1200 pagine lo conferma; paura di non essere raggiungibile e di cadere dall’onda della vita (cellulare); paura di non piacere (rossetto, fermacapelli, nastrini); paura di venire colta da una serie di sfortunati eventi (amuleto); paura di scoprire l’idea del secolo e di perderla subito dopo (diario e innumerevoli penne); paura di disperarmi, di non trovare consolazione (libro di poesie); paura del vuoto, di nuovo (borsellino con un sacco di monete e carte di credito, borsa per la spesa); paura di morire di freddo (sciarpa, guanti); paura di dimenticare un appuntamento e di nuovo di cadere dall’onda della vita (agenda); paura di morire di fame e di sete (acqua, mela); paura di perdermi occasioni importanti, e dunque di nuovo paura di cadere dall’onda della vita (biglietti da visita); paura di dimenticarmi dell’affetto dei miei cari (sassolini a forma di cuore ricevuti dai miei figli); paura di non riconoscermi più (passaporto).

O forse è semplicemente la voglia inconscia di partire, che si ripete ogni mattina. È quindi importante essere sempre preparati per una simile eventualità e avere con sé tutto il necessario per un viaggio, un’avventura, una vacanza inaspettati. Non si sa mai come va la vita: magari incontri qualcuno che ti propone su due piedi di partire per visitare una grande città. Oppure, senza rifletterci un secondo, sali sul treno che ti porta al mare.

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