Ballare con la notte fra le braccia

Ballare con la notte fra le braccia

Ballare con la notte fra le braccia
e raccogliere la primavera

Ti impedisco di abbandonarmi, inquieta inquietudine travestita da notte. Stammi sempre appresso. Balla con me. Per favore. Lanciami un messaggio, mettimi in salvo, apri una porta nell’aria, sopra di noi. Con te, mia cara inquieta inquietudine, mi trovo in uno stato di deprimente bellezza, come un animale al tramonto che non ha né pioggia né sete né terra. Che fa poesie con gli occhi. Che fa un vento invisibile. Mi viene freddo. Mettimi una pelliccia di buio e di stelle sulle spalle. Rendimi invisibile, cara inquieta inquietudine, affinché nessuno mi veda in questo Universo di non sensi. Entriamo in un campo di pace e tu continua a ballare con me fra le braccia, restami fra le braccia.

D’un tratto la luce.

Spuntano gemme e fiori alle ginocchia, ai gomiti, negli incavi. Faccio una pausa e raccolgo la primavera intorno a me. La infilo in tasca, dietro le orecchie, tra i capelli, nelle maniche, nelle scarpe. Non la voglio più perdere. Non la perdo più. La primavera.
E mi sento viva.
Con le ali.

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